Camilla Lucrezia Lampani: Non mi ha fermato la pandemia, non mi fermerà l’eliminazione a Masterchef10

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Masterchef 10: i primi verdetti ma anche l’occasione di conoscere meglio i concorrenti. Una edizione condizionata dalla pandemia, che ha imposto nuove modalità nelle selezioni e nel format. Anche a chi, per la pandemia, aveva perso il lavoro come Camilla Lucrezia Lampani

Anche questa  Masterclass è formata: nella seconda puntata di Masterchef 10, andata in onda su Sky Uno la vigilia di Natale, i giudici Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli hanno scelto i ventuno concorrenti,  che si sfideranno per accedere alla finale.

Nel nel primo episodio c’è stata la scrematura tra i grembiuli grigi conquistati la scorsa settimana, nella seconda i concorrenti si sono sfidati in una Mystery Box e in un Pressure Test, che ha sancito già la prima eliminazione, quella di Camilla Lucrezia Lampani. Una esperienza breve ma intensa, che non ha permesso a Lucrezia di mettere in luce la preparazione e le idee di cui, abbiamo intravisto, è dotata.

35 anni, di Albisola Superiore, in provincia di Savona.  Come tanti, in questo periodo, ha perso il  lavoro barista a causa della pandemia Covid19. Ha scelto di combattere per realizzare il suo sogno: aprire un home restaurant curato, per offrire piatti con abbinamenti inusuali e ricette della tradizione rivisitate. Trascorre intere giornate a cucinare , sperimentando accostamenti e tecniche. Le sue basi sono solide, conosce salse, impasti e terminologie.

Camilla, come è nata la tua passione per la cucina e la decisione di partecipare a MasterChef Italia?

La mia passione per la cucina mi è stata tramandata dai nonni materni. Mia

Petto d’anatra laccato al miele di castagno, scaloppa di foie gras, ristretto di lamponi al vino rosso, kumquat, mirtilli e maggiorana.

nonna arrivava a casa e, smessi gli abiti da insegnante, indossava il grembiule, iniziava ad impastare e come per magia… un piatto di gnocchi che si scioglievano in bocca! Un asse di legno e il mattarello erano la quotidianità ed ho imparato a vedere il cibo come mezzo per trasmettere amore e dedicare tempo. I ricordi più belli? Mamma che apparecchia, i miei nonni che cucinano insieme ed io con le manine in pasta!

Crescendo la passione si è sviluppata, è nata la curiosità e la voglia di sperimentare e rivisitare la tradizione. In seguito ho iniziato a seguire MasterChef Italia e stagione dopo stagione sognavo di sollevare quelle Mystery Box, ma non era mai il momento giusto. Quest’anno ho sentito di essere pronta a mettermi in gioco, testare le mie capacità. Spinta dalla mia famiglia e con la tranquillità che, se fosse andata bene, mia mamma si sarebbe presa cura di mio figlio, ho compilato la domanda d’iscrizione… ed il resto è storia!

Quest’anno i concorrenti hanno affrontato una selezione particolare: prima la video call e poi cucinare davanti ai giudici (senza nulla portato da casa), come è andata?

In quest’anno così difficile, in questa situazione surreale anche le selezioni

Ghirlanda di salmone profumato al mandarino su estratto di sedano e peperone verde, uova di lompo ed alchechengi.

sono state atipiche. Ricevere la videochiamata di chef Barbieri è stata un’emozione indescrivibile… ho stentato a credere che stesse parlando con me finché non ha pronunciato il mio nome e ho capito che stava accadendo realmente! Quando mi ha annunciato che avrei dovuto presentarmi a Milano per i live cooking ho pianto di gioia! E proprio al live cooking ho affrontato la prima grande sfida: un’enorme dispensa sconosciuta, un piatto in testa e nessuna certezza di trovare gli ingredienti per realizzarlo… ma li ho trovati quasi tutti! Avrei voluto i gamberi, ma fa nulla! Devo dire di essermela cavata bene nonostante il vortice di emozioni per essere sotto quei riflettori tanto sognati dal divano di casa!

Camilla, dover rivisitare il tuo piatto senza l’ingrediente principale ti è costata l’eliminazione: ripensamenti?

Come prima cosa devo dire che da un lato sono stata contenta di non dover puntare di nuovo sull’ingrediente principale, ovvero il pesto, perché ho pensato potesse diventare il mio unico elemento identificativo, dall’altro lato avevo pochi ingredienti, tutti molto sapidi e nulla in dotazione per stemperarli o per dar vita a preparazioni più strutturate che avevo in mente. Ho impiattato all’ultimo per far sì che il baccalà mantecato raggiungesse la giusta cremosità… avrei avuto bisogno di più tempo per realizzare la composizione che avevo idealizzato. Questo è il rimpianto maggiore, rifarei quella ricetta perché mi rappresenta, ma con più sangue freddo e dedicandomi maggiormente all’estetica che per me è importante quanto il gusto.

Quale ingrediente e quale piatto ti sarebbe piaciuto cucinare andando avanti?

Avessi avuto l’opportunità di andare avanti e far conoscere la mia determinazione e la parte più sperimentale ed estrosa della mia cucina, avrei voluto cimentarmi con il quinto quarto, amo rendere appetitoso e bello ciò che in molti scartano o sottovalutano. Con le giuste tecniche e gli abbinamenti adatti le frattaglie per me sono un boccone da re! Avrei voluto anche preparare un dessert per mostrare la mia versatilità e mettermi alla prova con la pasticceria, un mondo a sé che mi affascina molto!

Ed ora Camilla i progetti per il futuro?

Tanti! Diciamo che questo momento non dà molto spazio alla pianificazione, il settore della ristorazione è tra i più colpiti da questa pandemia, ma le persone di questo mondo sono tenaci, non si arrendono mai, anche per questo credo di essere adatta per questo lavoro!
In primis vorrei fare un po’ di gavetta, studiare, impratichirmi. Il sogno è un piccolo ristorante: pochi coperti, tanta cura, elegante e familiare. Proporre un viaggio tra sapori nuovi ed inaspettati e gusti tradizionali e rassicuranti. Un locale che attraverso l’ambiente e i piatti possa raccontare me e il mio amore per la cucina.

Cara Camilla, grazie. Verremo sicuramente a provare le tue ricette, magari nelle bellissime ceramiche di Albisola Superiore.

photo: credits to Camilla Lucrezia Lampani

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