Pistoia e Santiago di Compostela, unite da un Cippo e da un cammino millenario

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Un cippo, un cammino, due città. Unite più che mai. Santiago di Compostela e Pistoia: da oggi e fino al 2021, anno santo Iacobeo, inizia un percorso che per la prima volta coinvolge le due città in un progetto che potrebbe portare lontano. Molto lontano. Sabato 23 novembre, durante una conferenza stampa di presentazione in Comune, sono state definite e presentate le linee guida di questa nuova avventura

Avventura che potrebbe proiettare, ci auguriamo,  la città di Pistoia in un interessante circuito turistico: i cammini religiosi. Subito dopo, è stato inaugurata in all’intersezione fra via Degli Orafi e piazza del Duomo il Cippo donato dalla Xunta de Galicia e che è il primo ad essere stato installato in Italia in occasione dell’anno Santo 2021.

I cammini religiosi sono da inserire in un settore turistico in forte crescita e coinvolgono viaggiatori provenienti da ogni angolo del pianeta. Come sottolineato anche da Cecilia Pereira, commissaria per l’anno Santo Xacobeo 2021 in Galizia e presente durante la conferenza, il 65% dei viaggiatori che partecipano al Cammino di Santiago sono stranieri. E se anche soltanto una piccola percentuale di loro riuscisse a passare da Pistoia? Nelle intenzioni dell’assessore Alessandro Sabella, infatti, il progetto mira a far diventare Pistoia una sorta di “palestra” per il Cammino di Santiago: “Prima venite a Pistoia e poi andate a Santiago”, commenta. Pistoia, infatti, è già un crocevia per i cammini internazionali grazie a quattro diversi percorsi: la via Romea Francigena, la Romea Strada, la via Rome Germanica Imperiale, la via Francesca della Sambuca e il Cammino di San Bartolomeo. Intraprendere un cammino lungo una delle antiche vie di pellegrinaggio non è solo un’esperienza spirituale e religiosa, ma anche un modo intelligente e rispettoso dell’ambiente per entrare “in punta di piedi” nella cultura e nelle tradizioni dei borghi che si incontrano lungo la strada, un modo nuovo di visitare i territori, con gesti e rituali centenari. E, naturalmente, quando parliamo di culture e tradizioni, parliamo anche di enogastronomia. Riflettiamoci: se Pistoia diventasse davvero un crocevia per i cammini internazionali, tutto ciò non potrebbe fare altro che giovare alle economie del territorio, in primis ristoranti, osterie e alberghi. E proprio come in Galizia esistono, per i camminatori di Santiago, ostelli pensati per i pellegrini, anche Pistoia potrebbe diventare un importante punto di approdo per tutti coloro che intendono portare avanti un cammino spirituale. Non è un caso, ovviamente, che Pistoia sia legata a Santiago di Compostela. Dal 1145, infatti, la città toscana custodisce una reliquia e un altare d’argento, custoditi nella Cappella della Cattedrale, a testimonianza del forte legame della città con il culto Iacobeo. Per l’anno Santo 2021, il progetto prevede l’apertura straordinaria della Cappella, con il coinvolgimento di Don Luca Carlesi e il contributo del liceo artistico Petrocchi e dell’istituto Pacini. Sono previste, inoltre, mostre artistiche e non solo, che avranno lo scopo di mettere in diretto contatto la cultura galiziana con l’arte pistoiese.

A testimonianza dell’importanza storica e religiosa del momento, insieme al Sindaco Alessandro Tomasi e all’Assessore Alessandro Sabella, hanno partecipato ieri all’inaugurazione il Vicesindaco di Santiago di Compostela, Sindo Guinarte, accompagnato da una delegazione cittadina, e il Vescovo della Diocesi di Pistoia, S. E. Mons. Fausto Tardelli. Sono intervenuti  anche il Prof. Paolo Caucci Von Saucken, la Prof.ssa Lucia Gai, il Prof. Francisco Singul e Cecilia Pereira Marinon, Direttrice di Xacobeo 2021.

Nel corso della giornata si è parlato anche della possibilità di formalizzare la vicinanza tra Pistoia e Santiago con un gemellaggio e delle iniziative in prospettiva dell’Anno Iacobeo. E perché non iniziare, allora, dalla cucina? Abbiamo chiesto a Cecilia Pereira di parlarci un po’ delle tradizioni gastronomiche della Galizia: “Il piatto tipico del cammino è la torta Santiago, preparata con mandorle, uova e zucchero. Ma il piatto regionale è il polpo galiziano”. Perché non iniziare, dunque, da un ipotetico gemellaggio con le tradizioni gastronomiche? Perché il cammino di Santiago deve essere provato, più che spiegato: “Il cammino è sentire che non sei da solo, che tu hai gli stessi problemi di tanti altri. Man mano che vai avanti e arrivi a Finisterre, lo zaino si deve svuotare”.

 

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