MasterChef 10: Eliminato Giuseppe Ricchiuti “l’idraulico” di Cannavacciuolo

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Il molisano Giuseppe Ricchiuti deve abbandonare la cucina di MasterChef: è il secondo verdetto della serata del 31 dicembre 2020. Idraulico, vive a Firenze, aveva colpito per il look anni settanta ma anche per la sua passione dei classici della cucina: Artusi in particolare

Il racconto della puntata e la nostra intervista a Giuseppe Ricchiuti.
Durante le selezioni un simpatico siparietto tra i giudici Cannavacciuolo e Locatelli, con le tante domande “professionali” di Antonino su vari interventi di idraulica.

A Crespi d’Adda, in provincia di Bergamo, si svolge la prima prova in esterna della decima edizione del cooking show in onda su Sky, dedicata al mondo del delivery. I concorrenti di MasterChef 10 devono preparare un menù da asporto per le famiglie della zona. La prova vede la sconfitta della brigata rossa, guidata da Valeria  insieme a Cristiano, Giuseppe, Aquila, Alessandra, Azzurra, Monir, Irene, Ilda. Supera la prova la  brigata  blu Irish,  insieme ad Antonio, Federica, Jia bi, Igor, Daiana, Marco, Eduard, Sedighe e Maxwell.

Per i concorrenti della brigata rossa, sconfitti dalla prova in esterna, il pressure test, con il rischio eliminazione. Devono preparare un piatto gourmet, protagonista la banana, e sperare nel risultato. Chi prepara primi piatti o un dolce, chi si avventura in accostamenti con carne e pesce. Piatto peggiore viene giudicato quello di Giuseppe.  L’idraulico dal look anni Settanta deve abbandonare la MasterClass. In gara restano 18 a contendersi l’accesso alla finale e la vittoria.

Il commento di Antonio Colasanto – concorrente –  su Facebook: “Giuseppe ha abbandonato la cucina di Masterchef…un gran peccato, perché oltre ad essere una persona stupenda, era anche il più acculturato della MasterClass! Non smettere mai di sognare amico mio. Ti ringrazio di cuore per le belle parole che hai avuto nei miei confronti grazie di tutto “trombaio” e buona fortuna per la vita”

Tanti anche i post di Giuseppe sui social. “Tra le tante cose di cui sono debitore alla #toscana , c’è l’avermi fatto scoprire il #cavolonero . La #ribollita è il piatto che più esalta questa verdura. Aver visto questo #ingrediente in #dispensa durante la prima #misterybox della #masterclass (dovevamo fare un piatto…nero!) è stata per me una salvezza! Certo, forse la presentazione non era il massimo (vi assicuro però che era buonissimo!).. è comunque grazie al #cavolo se sono salito in balconata!”

La nostra intervista a Giuseppe Ricchiuti.

Giuseppe, come è nata la passione per la cucina? In famiglia come vivono questa passione?
Prima che per la cucina penso che sia nata in me la passione per la condivisione. Considero le due cose strettamente collegate. Da piccolo erano molte le occasioni in cui i miei genitori si riunivano con la loro comitiva. Giornate bellissime nelle quali i più bravi ai fornelli, tra cui mio padre, davano sfogo alla loro creatività per la gioia di tutta la compagnia. Da quelle ore trascorse a guardare ed imparare da mio padre ed i suoi amici è nata la mia passione per la cucina e di tutto ciò che ci gira intorno. Cucinare per gli altri e dedicare loro del tempo è così per me una forma di amore, quello stesso sentimento che metto in tutte le mie preparazioni. Oggi che ho 36 anni sono anch’io a fianco di mio padre ai fornelli e spesso sono io a rispondere alle sue curiosità e a quelle degli altri. Con la mia famiglia c’è così un confronto continuo soprattutto sulle preparazioni della tradizione molisana che si stanno perdendo e che loro custodiscono. Cerco di carpire da loro il più possibile. Nella cucina di un tempo i piatti venivano tramandati soprattutto in forma orale; non senza difficoltà, sto cercando di riportarle in forma scritta. Dopo questa mia esperienza a MasterChef (di cui vanno tutti orgogliosi) hanno capito che l’interesse per la cucina va ben oltre una semplice passione e che un giorno potrebbe diventare per me un lavoro.

Hai colpito per la tua preparazione “storica”, la passione e look anni ’70-80: Giuseppe, ma in cucina innovazione o tradizione?
Adoro il vintage per due motivi: il primo è strettamente qualitativo. Credo, infatti, che molte cose prodotte in quegli anni (o anche prima) siano molto più durature. L’obsolescenza programmata non aveva ancora preso il sopravvento sulle nostre vite. Il secondo motivo è che mi sarebbe piaciuto vivere in quegli anni nei quali già c’erano meno emoticon e più sorrisi reali. Darwin, però, ci insegna che il destino di chi non si adatta è l’estinzione. L’ultima voglio, per me e per chi la pensa come me, è evitare proprio questo!! Per quanto riguarda la cucina, il discorso è un bel po’ più complesso; siamo gli ereditieri di una cultura gastronomica secolare sulla quale abbiamo il diritto ed il dovere di lavorare per renderla contemporanea senza però dimenticare il passato. Io fino ad ora mi sono dedicato soprattutto alle origini delle nostre tradizioni culinarie ed il mio piatto di presentazione ne era l’esempio lampante. Dopo l’esperienza a MasterChef che mi ha messo difronte a nuovi ingredienti (vedi novelfoods….) e nuove tecniche, sono pronto a rivedere ed a rielaborare in maniera innovativa tutto quello che di tradizionale ho imparato fino ad oggi.

Molise o Toscana, quale influenza regionale nei tuoi piatti? Il tuo menù delle feste con i piatti delle due regioni?
Ho vissuto due terzi della mia vita in Molise ed un terzo in Toscana. Questi 36 anni scoperte gastronomiche li ho messi nel piatto che mi ha permesso di superare il Live Cooking di MasterChef. Sono tante le occasioni nelle quali fondo preparazioni dell’una o dell’altra regione. Mi sento molto fortunato ad avere due basi di cucina tradizionale su cui poter lavorare. In un modo o nell’altro, però, sulla tavola delle feste la cucina molisana ha il sopravvento in quanto anche la famiglia di Sara è di origini molisane e molto legata alle sue tradizioni. L’amore per la Toscana non manca mai; i richiami alla Toscana sono evidenti con una salsa verde, un cibreo, un crostino di fegatini o anche solo con un’ottima bottiglia di Sangiovese.

Come è nata la partecipazione a MasterChef? E come hai vissuto l’emozione di queste particolari selezioni?
Nel periodo del primo lockdown avevo dato vita ad una rubrica sui social chiamata “I piatti che covi(d)” nella quale con una certa costanza postavo le mie preparazioni. Ho visto che i piatti erano molto apprezzati e questo è stato l’ultimo stimolo (quello che mancava!) a mandare la domanda di iscrizione alla decima edizione di MasterChef. Tutto il periodo delle selezioni è stato abbastanza dura ed intenso di emozioni che hanno avuto il loro apice durante il Live Coooking affrontato con Sara, che giornata indimenticabile. Ero convinto di riuscire ad indossare il grembiule bianco. Quella per me è stata la più grande vittoria.

Quale piatto avresti voluto preparare per i giudici?
Se avessi avuto più tempo, mi sarebbe piaciuto stupire i giudici con una pasta fresca, questa volta ripiena. Mi viene in mente per esempio un tortello con un ripieno di fegatini e lombo di coniglio accompagnati con peperoni arrosto e funghi trifolati su una spuma di patate. Oppure con un secondo di pesce, magari un filetto di rombo cotto a bassa temperatura accompagnato con carciofi fritti e salsa aïoli. Sono comunque già soddisfatto di aver avuto il piacere e l’onore di far assaggiare ai tre Chef la mia chitarrina moliscana.

Bene Giuseppe, siamo alla fine della nostra intervista. Tra idraulica e cucina, quali programmi?
Nella vita sono realista e mi piace stare con i piedi per terra. Questo periodo storico per la ristorazione italiana è forse il peggiore di sempre. Farsi strada ora in questo modo penso sia estremamente complicato se non impossibile. Per questo motivo, al momento, tornerò serenamente a lavorare nel settore idraulico; continuerò a studiare e a sperimentare in cucina divertendomi con più consapevolezza, entusiasmo e stimoli con un occhio ai social e alle possibilità che mi si potrebbero aprire. In un futuro, spero non troppo lontano, voglio cercare di trasformare questa mia passione per la cucina in un lavoro a tempo pieno.

Giovedì 7 gennaio appuntamento con la quarta puntata di MasterChef 10 alle 21.15.  Su Sky Uno (canale 108) e sul digitale terrestre (canale 455).

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