I’Tuscani: i Marco Polo fiorentini della ciccia

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Siamo in pieno centro a Firenze e più precisamente in Piazza San Pancrazio. E’ proprio qui che nel 2015 l’osteria I’Tuscani sposta la sua sede, dopo tre anni trascorsi in San Frediano. Un’unica dining room con pareti dallo spiccante color bordeaux e con i tavoli in legno ricavati dal recupero di barche affondate nella costa toscana. In fondo la cucina, piccola ma molto ben organizzata: un vero e proprio laboratorio gastronomico toscano. Come toscano é qualsiasi altro elemento all’interno di questa osteria: dal personale alle materie prime ed alle ricette proposte, non facendo eccezioni di sorta neppure per acqua e vino. Un menù decisamente coraggioso che per scelta non annovera in carta nessun tipo di pasta e che si propone l’obiettivo di far conoscere agli ospiti, molti di questi anche stranieri, i buoni e sani prodotti regionali. Gli acquisti infatti non passano per lunghe filiere né per conosciute catene di distribuzione ma per piccoli produttori di nicchia, che giustamente, non possono avere sempre tutto in ogni periodo e stagione dell’anno.

Emerge quindi da subito l’attenzione particolare alla sostenibilità di ambiente e prodotti che si traduce in sala anche in oggetti quali i tavoli in legno, ai piatti commestibili in crusca oppure ai bicchieri in amido di mais (non edibili). A tutto questo aggiungete una spumeggiante accoglienza, una profonda conoscenza dei prodotti in menù, una forte simpatia ed un pizzico di sano e bonario cinismo toscano e la ricetta per una serata goduriosa é stilata.

I piatti che abbiamo assaggiato, affidandoci completamente nelle mani di Enrico ed Alberto, sono stati un escalation di sapori nella quale nessuno sovrastava l’altro, donando un completo e saldo equilibrio all’experience.

Iniziamo con un tagliere misto composto da una tartare di maremmana, mortadella di cinghiale al tartufo, mondiola della Garfagnana, sottoli dell’azienda Calugi e formaggio grandubaldino con composta di albicocche fatta in casa. Per chi ancora non la conoscesse, la mondiola della Garfagnana – zona collinare sopra Lucca – non é altro che collo di suino macinato e messo in un budello edibile di capretto, foglia di alloro centrale, fatto stagionare sotto farina di castagno. Una vera prelibatezza oltre che ad un autentico prodotto di nicchia.

Continuiamo con quattro assaggi di carne: filetto di pisana avvolto nel lardo (carne lievemente più muscolosa ed il lardo viene messo per ammorbidirne la consistenza, oltre che a dare sapidità al taglio) – 45 giorni di frollatura – maremmana – 45 giorni di frollatura – rubia gallega allevata in Toscana – 25 giorni di frollatura – e salsiccia di grigio. Cottura dei vari tagli tanto perfetta da mettere in risalto tutte le potenzialità gustative dei vari tagli conservandone le caratteristiche distintive. Ad accompagnare la degustazione un ottimo vino di Bolgheri, “Tegoletto” di Serini Fulvio Luigi. Una storia quella de I’Tuscani che è iniziata nel 2012 a Firenze per poi approdare anche in Cina (2019) nell’Ocean Flower Island.

In conclusione una vivace ed autentica osteria toscana la cui sosta merita senza dubbio un’importante deviazione al vostro itinerario in Toscana.

 

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